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Istituti Tecnici

novembre 23, 2008

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Copio ed incollo di seguito, dopo la linea tratteggiata, evidenziando i link, dal sito del sindacato GILDA di Venezia, pagina web http://www.gildavenezia.it/ le bozze de” I quadri orari dei futuri Istituti Tecnici.” (vi consiglierei comunque di leggere prima la nota della Gilda di Venezia in http://www.gildavenezia.it/riforma/riformadoc/2008/presentazione_quadri_tecnici.pdf)
Il quadro che emerge da tali bozze è desolante:

* Negli ITC – Istituti Tecnici Commerciali si passerebbe da 4 ore settimanali di “scienza della materia” a 0 ore, e nei corsi ITER (turistici, che diventerà IT per il Turismo) degli ITC si passerebbe da 2-3 ore settimanali di “laboratorio di chimica e fisica” a 0 ore : gli allievi degli attuali ITC (che mi risulta siano la maggior parte degli alunni degli istituti tecnici) verrebbero completamente privati dell’insegnamento della Chimica. Per loro si prospetterebbe un vero e proprio “analfabetismo chimico”, ingiusto ed inquietante anche riguardo ad una possibile loro futura iscrizione a corsi di laurea scientifici (non solo Chimica, ma anche Medicina, ad esempio)… Rimarrebbe invece praticamente intatta la disciplina “scienze della terra e biologia”, dei docenti di scienze della attuale classe di concorso A060.
* Negli attuali Istituti Tecnici Industriali – ITIS:
– nel biennio iniziale la chimica verrebbe unita alla fisica e si avrebbe una diminuzione del numero di ore complessivo;
– nel triennio, indirizzo chimico, a fronte di un aumento delle ore di italiano e da un mantenimento delle ore di tutte le altre materie, si avrebbe un netto taglio per tutte le discipline chimiche: diminuzione di 5 ore settimanali per l’opzione chimica e materiali e di 7 ore per le opzioni chimica e biotecnologie ambientali o sanitarie: in entrambi i casi un’enormità, praticamente tutto il taglio, ed anche di più a carico delle discipline chimiche.
– Riguardo ai docenti di laboratorio, ad essi verrebbe data la possibilità di insegnare per più della metà delle ore disponibili la disciplina chimica in maniera autonoma (ovviamente con sottrazione di ore al docente laureato)…
* Gli attuali corsi geometri si aggregherebbero agli ITIS, con un taglio di ore di lezione di chimica nel biennio anche maggiore e con la scomparsa della chimica applicata ai materiali da costruzione nel terzo anno
* I docenti chimici della attuale concorso A013 quindi, se non cambia qualcosa in queste bozze, sarebbero espulsi in massa dagli Istituti Tecnici, visto che molti di loro o lavorano negli ITC o nei trienni finali degli attuali ITIS ad indirizzo chimico; comunque anche nel biennio iniziale degli attuali ITIS e geometri si perdono ore… un inutile e dannoso spreco di risorse umane qualificate e preparate… e un incalcolabile danno per gli alunni e per il Paese…

In più il passaggio degli istituti d’arte a Licei artistici comporta la perdita tortale delle ore di chimica e la tecnologia dei materiali.

Mi auguro che i Presidenti della SCI, del CNC e dell’AIC possano agire contro questi macroscopici errori quanto prima con la massima energia, se possibile in maniera unitaria, o quanto meno sinergica, ribadendo le circostanziate e dettagliate richieste fatte sui nuovi quadri orario di istituti tecnici, professionali e licei. La situazione mi pare infatti grave, anzi gravissima, e i tempi strettissimi (entro dicembre o anche prima tutto potrebbe essere deciso)… Le bozze in quanto tali possono essere cambiate e migliorate…

Dario Fo: La nostra scuola è al di sotto del medioevo

novembre 1, 2008

Testo:
“L’unico modo, come diceva un certo Mao Tze Thung, bisogna andare dentro dove sta la tigre, per capire l’antro, per capire cosa succede intorno. Io sono stato alla Statale di Milano e ho recitato tenendo una lezione. Mi serviva una provocazione per sentire gli umori, ascoltare attraverso i riflessi quello che era il clima e soprattutto capire una cosa: a che livello di conoscenza e di informazione sono gli studenti. E mi sono meravigliato rispetto a quarant’anni prima, quando ci andai, e mi ricordo un clima caotico, ricordo che le cose erano un po’ a braccio, ricordo che si capivano certi slogan e certi valori che si ripetevano ma che non erano approfonditi.
Insomma, questa gioventù ha invece una conoscenza e soprattutto è evidente che ha dialogato, ha avuto conflitti chiari con gente che la pensava diversamente, e per questo sono informatissimi! Una delle cose che mi hanno detto subito è stata: “Questa è una lotta non soltanto per il problema del denaro, ma per il problema della libertà e della nostra vita.” Cioè noi ci troviamo con un governo che spara basso a tagliare orizzontalmente i danari che ci occorrono per tenere in piedi l’università non soltanto per risparmiare e per farsi la moneta, per usare poi – cosa terribile – per comprare degli aerei o per dare i sussidi all’altra parte del discorso, cioè alla scuola privata. Ma è proprio per distruggerla quella pubblica! Abbassarla, portarle via l’agibilità, lo spazio, il respiro in modo che naturalmente, quella privata, abbia la possibilità di emergere e di essere l’unica università accessibile perché ha dei mezzi e perché chi si presenta paga rette alte che permettono anche di guadagnare e hanno magari professori che guadagnando di più sono selezionati, cosa che per noi non succede.
Un’altra cosa di cui loro hanno chiara idea è la falsità di questo decreto, di questa legge. Che cosa ha sotto? Sanno benissimo e lo dicono sempre: l’università è malata ci sono professori eletti attraverso gabole, ci sono i baroni che hanno in mano tutta la macchina dell’insegnamento e poi tirano dentro i figli., i nipoti, hai queste scuole che sono inesistenti, con programmi spaventosi collocati in spazi di provincia perché servono al luogo, ma servono soprattutto a nuovi baroni che avranno finalmente la propria personale università. Fanno commercio, mercato, scambio.
Ebbene, sono le prime cose che ti dice la Destra. Ma forse c’è scritto nel loro programma che si eliminano? Che tizio, caio sempronio, che ha il figlio il nipote, la moglie eccetera, sarà eliminato e gli sarà fatto una specie di processo per ristabilire la legalità e soprattutto un rapporto univoco, o meglio, equilibrato dell’università? Neanche per idea. Quelli rimangono! E’ il cancro che deve rimanere perché fa parte dell’equilibrio. La nostra università ha delle piaghe terribili, dei morti dentro l’armadio all’infinito, ma naturalmente questi devono rimanere perché la macchina del potere vive attraverso queste forme di piccoli furti, piccole aggressioni, furberie soprattutto sporcizia morale che non esiste.
La cosa che devono fare gli studenti è capire che questa macchina bisogna eliminarla, che anche ai propri professori bisogna gridare non vogliamo un’università fatta di intrallazzi, di giochi, di corrutele e via dicendo. Che bisogna rinnovare, che c’è un fatto morale da perseguire e che ci interessa imparare con dei mezzi perché oltre che gli stipendi molto bassi, checché si racconti che in Italia si spenda molto di più che in altri Paesi, io dico forse si bruciano più soldi, però la condizione di vita dei professori, non dico dei baroni, è dura!
Ecco, prima di tutto bisogna dare una dignità ai professori e farli tornare al livello di quando io andavo all’università sessant’anni fa, e soprattutto dare i mezzi perché se io vado all’estero a fare dei corsi di cosa mi accorgo? Che se tengo lezioni di scenografia mi mettono a disposizione un teatro! Con tutte le calate, tutti gli svergoli, con le quinte, con tutti i passaggi, le tecnologie più avanzate, con le luci… cioè, i ragazzi che studiano per diventare registi, gestori di teatro, per scrivere e via dicendo, hanno la conoscenza di tutto. Sono tecnicamente avanzatissimi. Da noi no! Da noi è come fare scuola guida seduti su una sedia anziché sulla macchina con un cerchio in mano per fare finta di mimare la guida. Be’ io ai tempi di Mussolini ero troppo giovane, non ero ancora in università, sono entrato durante la guerra, quando c’era un caos terribile, gente che doveva fare i conti con viaggi incredibili e soprattutto c’erano i bombardamenti. Non si può fare un esempio. Ma Mussolini, con tutto l’affastellamento, aveva cose anche migliori di quelle che ci sono oggi e soprattutto si spendevano dei denari e si facevano strutture nuove e si impiantavano macchine di conoscenza maggiori di quelle che ci sono oggi, è incredibile ma è così.
D’altra parte se tu vai nella storia dell’università, da quando è nata nel decimo secolo venendo in avanti, tu vedrai sempre che le città che avevano un peso, che avevano un’economia alta, che avevano strutture civili molto elevate, pensiero molto elevato e una filosofia alta, ebbene avevano grandi università che non erano soltanto intese come noi abbiamo avuto informazione dal pagamento di rette di grandi signori che potevano permettersi di mandare a scuola i loro figli fino a fondo selezione. No! Esistevano nel tempo già nei comuni dei lasciti, addirittura degli stipendi che si davano a quei degni studenti che dimostravano impegno, soprattutto senso dello studio e volontà profonda di apprendere. Questo oggi non c’è più! La situazione sta crollando, sta svuotandosi, quindi siamo al di sotto della dimensione medievale.” Dario Fo

Il DECRETO Gelmini: manifestazioni e comunisti impazziti

ottobre 24, 2008

Comunisti impazziti, si ho scritto proprio così, lo so che i comunisti non esistono più! Ma è stato il cavaliere, onorevole, presidente (o come lo volete chiamare), ad affermare questo:”Sono manifestazioni di un piccolo gruppo di studenti di estrema sinistra”, ma analizziamo bene le motivazioni loro, dei professori, degli insegnanti e dei genitori…

Cominciamo parlando della scuola elementare, qui gli insegnanti e i genitori protestano per: il maestro unico e le classi separate per gli stranieri; il maestro unico, sarebbe un maestro che insegna tutte le materie (non sò se vi ricordate o se avete mai visto quelle belle foto in bianco e nero con tutti i fanciulli in grembiulino seduti ai loro banchi con un maestro in piedi, se le avete viste, si tratta proprio di quello), questo comporta innanzitutto un esubero degli insegnanti, che da qualche parte dovrano essere spostati, o alle medie o all’asilo; poi la scomparsa del tempo pieno, che verrà rimpiazzato dal tempo scuola, cioè 24 ore settimanali al contrario delle 30-40 precedenti; dopodichè l’insegnamento non potrà più essere allo stesso livello, perchè un insegnante non può saper spiegare bene tutte le materie; analizzando invece le “classi differenziate”, il problema lo si trova subito, l’integrazione va in vacanza…

Sperando di non aver saltato niente nella scuola primaria (elementare), passiamo ora alle scuole superiori, eh si, proprio le superiori: pensavate che la Gelmini lasciasse in pace almeno quelle? Invece no. Dopo aver tagliato 8 miliardi e qualche centinaio di milioni di euro, vuole applicare l’idea della Moratti; cioè trasformare gli istituti tecnici (ad esempio l’ITIS), in licei tecnologici, con il rischio che i laboratori vengano eliminati, professori compresi, ed avere così un’infarinatura di un pò di tutto, elettronica, meccanica, chimica, fisica ecc, questo significa anche l’eliminazione degli indirizzi e quindi l’impossibilità per lo studente di uscire dalla scuola preparato (come invece è adesso) in una materia specifica.

Sperando anche questa volta di non essermi dimenticato niente, passo alle univarsità, dove le proteste dei comunisti impazziti sono maggiori, il perchè? Un attimo di pazienza. Per prima cosa, all’università vogliono tagliare 1 miliardo e mezzo (circa) di euro; togliere professori, e per ogni 3 insegnanti licenziati assumerne solamente 1; e infine, trasformare gli atenei in fondazioni, in poche parole, in scuole private.

E per ultima ma non per importanza, 87.000 tagli di insegnati.

Queste le motivazioni dei comunisti incompetenti! E così risponde la Gelmini:”Il 97% dei fondi alla scuola va agli stipendi”(mentre i dati OCSE affermano circa l’ 80%), poi:”Le classi separate servono all’integrazione”;”con il maestro unico il tempo pieno rimarrà, anzi verrà poteziato”;”Queste, sono proteste della sinistra per andare contro il governo”;”i tagli sono sugli sprechi”;”non capisco perchè gli atenei si mobilitano, che non vengono toccati!” ecc…

Concludo rivolgendomi agli einstein  che non manifestano e che non hanno intenzione di scendere in piazza il 30 ottobre; statevene pure a casa, tranquilli, intanto Berlusconi e i suoi fidi, spendono un sacco di soldi per le banche, si prendono i debiti di Alitalia, distrugge l’ambiente e la scuola, ma state tranquilli, un giorno diventerete come lui!!

A tutela dei forti e dei furbi

luglio 26, 2008

Riporto il video ed il testo della dichiarazione di voto dell’Italia dei Valori sul decreto-legge per lo sviluppo economico.

“Sig. Presidente del Consiglio che non c’è,

Suvvia, abbia un po’ di rispetto per il Parlamento. Si presenti almeno il giorno che chiede la fiducia!

Ma oramai l’abbiamo capito: a Lei non glie ne frega niente del Parlamento. Tanto sa che la maggioranza delle persone che sono qui – almeno fino a quando ci sarà questa legge elettorale – saranno sempre pronte a votare qualsiasi porcheria pur di assecondarLa e così riguadagnarsi il posto a tavola la prossima volta.

Lo so, fa male sentire queste parole ma purtroppo questa è la nuda e cruda verità, specie dopo l’approvazione della legge con cui la sua maggioranza le ha regalato l’impunità.

Una “impunità provvisoria”, però, se lo metta bene in mente perché il Referendum che stiamo preparando spazzerà via questa vergogna tutta italiana che ci ha costretto a subire.

Oggi, sig. Presidente del Consiglio, sistemati i suoi affari personali, ci propone un altro decreto legge, anch’esso fatto in casa, alla chetichella, tutto da sé, come se a fare le leggi ci debba pensare sempre e solo Lei e non il Parlamento, come prevede la Costituzione.

E ce lo propone chiamandolo pomposamente “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”.

Eh la miseria! – mi sono detto – sta a vedere! Andiamo subito a leggere le carte e giù subito a leggere il testo che ci ha mandato in aula.

Impresa impossibile: ci siamo trovati di fronte a 600 pagine di articoli, richiami ad altri articoli, rinvii, rimandi. Insomma, un testo che non si capisce nemmeno da dove cominciare a leggerlo.

Poi abbiamo capito: non c’era bisogno che lo leggessimo. Infatti nemmeno i suoi Ministri l’avevano letto, tanto che lo avevano approvato ad occhi chiusi – come loro solito – durante un Consiglio dei Ministri durato solo nove minuti.

Era, insomma, tutta una finta. Ed infatti, di lì a qualche giorno, il Governo ci ha inondato di una marea di emendamenti e così via, cambiando ogni giorno le carte in tavola tanto che al Parlamento non è stata data nemmeno la possibilità di discuterlo nei tempi pur ristretti che un decreto legge prevede per la conversione.

Ci avete messo di fronte al voto di fiducia.

Fiducia che noi dell’Italia dei Valori – che non abbiamo scritto “Giocondo” sulla fronte – non siamo affatto disposti a darvi.

E veniamo al merito della manovra economica di cui abbiamo ascoltato con attenzione la recensione fatta dal Ministro dell’economia Tremonti l’altro giorno in quest’aula.

Indubbiamente, si è trattato di una interessante lezione di scuola e sono stati anche forniti spunti di riflessione interessanti sul piano culturale. Anch’io, come Tremonti, mi sto convincendo che la moderna economia liberale – se lasciata solo alla “libera globalizzazione dei mercati” rischia di trasformarsi solo in un anarchico coacervo di monopoli, oligopoli, cartelli d’impresa, intricati conflitti di interesse. Insomma è vero che c’e’ necessità di ritornare ad una maggiore responsabilizzazione della mano pubblica per evitare che a guadagnarci siano solo i colossi imprenditoriali e non l’intera collettività.

Ma se questa è l’analisi politica delle mille difficoltà nazionali ed internazionali su cui la nave Italia deve navigare, le soluzioni che avete proposto sono come il cianuro per l’ammalato: invece di far soffrire ancora i cittadini italiani, li uccidete all’istante.

La manovra economica che avete proposto nel suo complesso – pur con qualche pregevole distinguo, scopiazzato qua e là da proposte altrui – è irrazionale.

Essa – per dirla in soldoni – toglie ai deboli per dare ai forti ed ai furbi.

Sappiamo bene che alle Casse dello Stato mancano soldi e che questi bisogna assolutamente trovarli sia perché dobbiamo ripianare debiti enormi sia perché dobbiamo riprogettare il futuro del nostro Paese.

La diagnosi – ripeto, anche noi dell’Italia dei Valori la conosciamo e non solo il Ministro Tremonti.

E’ la terapia che proponete che non condividiamo.

Voi avete preso atto che vi servivano i soldi e li avete presi dove era più facile prenderli: dai poveri cristi che non hanno voce, che non hanno mezzi per contrattaccare, che non possono ribellarsi, che addirittura, come le forze dell’ordine ed i Carabinieri devono “ubbidir tacendo”!

Vi servivano soldi?

Dovevate prenderli dagli evasori fiscali, dai truffatori, falsificatori di bilanci, corrotti e corruttori pubblici specie se di testimoni giudiziari.

Non siamo solo noi a dirvelo. Ve lo ha detto anche il Procuratore generale della Corte dei Conti che non più tardi di un mese addietro vi ha espressamente avvertito che “…l’area dell’evasione fiscale rappresenta la principale riserva per incrementare le pubbliche risorse…?”

Vi ha anche indicato come fare: incentivare il lavoro e l’attività di riscossione delle società pubbliche e degli Uffici finanziari addetti allo scopo.

Invece avete addirittura depotenziato l’amministrazione finanziaria con macroscopici tagli alle risorse dei lavoratori delle Agenzie Fiscali, come vi stanno ricordando i tanti lavoratori del settore che proprio oggi sono qui fuori a protestare per l’assurdità di tale decisione.

La verità e che Voi non volete combattere l’evasione fiscale ma coloro che vogliono contrastarla. Anzi Voi non volete proprio il controllo di legalità ed ogni volta che qualcuno ci prova, subito vi fate una legge per fermare gli accertamenti se non addirittura per fermare e delegittimare i controllori.

A tutti gli addetti al controllo di legalità ed alla repressione degli illeciti voi riservate lo stesso trattamento: colpirne uno per educarne cento!

Vi servivano soldi?

Dovevate toglierli dai favoritismi di cui la casta si è ingrassata in tanti anni di malaffare e non dagli stipendi di chi non riesce ad arrivare a fine mese (ammesso che lo stipendio ce l’abbiano ancora, visto come state trattando i precari)!

Vi servivano soldi?

La Corte dei Conti vi ha indicato anche un altro settore su cui intervenire per fare cassa: riprendere -con trasparenza questa volta- la graduale vendita del patrimonio pubblico inutilizzato ed il più delle volte lasciato marcire in molte parti d’Italia.

Vi servivano soldi?

Bene! Dovevate, allora, affrontare con coraggio la liquidazione totale degli Enti inutili, che ancorché dichiarati tali da anni, la Corte dei Conti ha fatto rilevare che ve ne sono ancora 110 in piedi tra cui molti carrozzoni spreca soldi.

Vi servivano soldi?

Bene! Dovevate intervenire seriamente sulla spesa sanitaria e non con tagli a pioggia come avete fatto in questa manovra.

Seguite le risultanze delle indagini giudiziarie che si susseguono – giorno dopo giorno, regione dopo regione – e scoprirete che quello che dovete tagliare non sono i fondi ma gli sprechi, le inefficienze, le ruberie nei rimborsi sanitari, nelle procedure di spesa e nelle consulenze.

Ai magistrati che stanno scoprendo tutto questo malaffare dovreste -dovremmo tutti qua dentro- mandare bigliettini di solidarietà e non a chi in galera ci sta perchè accusato di aver commesso dei reati.

Ministro Tremonti, Lei nel suo discorso ha responsabilmente riconosciuto l’importante ruolo della magistratura in questo campo. Ed allora lo dica al suo Presidente Berlusconi che anche ultimamente si è prodigato in “pizzini” inviati ai carcerati ed in denigrazioni ai magistrati che hanno scoperto le ruberie, accusandoli di insistenti teoremi.

Vi servivano soldi?

Bene! Ed allora – invece di propugnare gli appalti in house, quelli fatti in casa, senza gara e senza controlli, come vorrebbero quelli della Lega – dovevate spazzare via le 4.880 società pubbliche partecipate da Regioni, Province e Comuni, dove si annidano i più beceri sistemi di familismo con i suoi 255.000 addetti, 26.000 amministratori e 12.000 componenti dei collegi sindacali, nella maggior parte dei casi di nomina politica clientelare?

A che servono tutte queste società se l’esternalizzazione dei servizi e delle attività verso queste strutture non ha comportato alcun ridimensionamento degli apparati pubblici, sicché ora – oltre al danno economico si aggiunge anche la beffa del raddoppio delle procedure burocratiche?

Ecco: invece di combattere la casta, avete preferito prendervela con i poveri cristi.

E tra le “perle” di ingiustizia sociale che avete tirato fuori dal cappello ce ne sono alcune davvero inaccettabili. Mi riferisco, ad esempio, ai tagli alla scuola, alle forze dell’ordine, al pubblico impiego ed all’Università.

Ma lo sapete o non lo sapete che il 60% degli agenti di Polizia ricevono meno di 1.200 euro al mese? E come pensate di farli campare? Facendo fare pure a loro i delinquenti? E soprattutto, come pensate di dare più sicurezza ai cittadini, a cominciare da quelli del Nord, – a parole, ma solo a parole – tanto cari alla Lega? Forse, raccontando loro la favoletta dell’inno d’Italia?

Alla scuola decurtate oltre 8 miliardi di euro con una riduzione di oltre 100 mila insegnanti e 43 mila lavoratori tecnici ed amministrativi (ATA). Ma non fate prima a dire che volete che solo la scuola privata vada avanti e che a scuola ci vadano solo i figli di papà?

E dei precari a vita – soprattutto quelli della scuola pubblica che con questo decreto mandate a casa a decine di migliaia – che ne facciamo? Li mandiamo una volta per tutti alla rottamazione? Li cremiamo ai forni inceneritori?

No, sig. Presidente del Consiglio che non c’è, Lei ancora una volta si comporta come un Giano bifronte: con la faccia davanti vuol fare credere di stare dalla parte del popolo, con quella di dietro traffica solo per farsi gli affari suoi e quelli dei suoi amici, come sta facendo, da ultimo, anche per la vicenda Alitalia.

Noi avevamo trovato un compratore che salvava azienda e personale. Lei ha trovato una soluzione che prevede il fallimento dell’azienda ed il licenziamento di oltre 5.000 dipendenti.

Complimenti! E Lei sarebbe un grande imprenditore? Sì, ma con i soldi degli altri, dei contribuenti italiani!

l’Italia dei Valori – che ha capito bene e per tempo di che pasta Lei è fatto – per tutte queste ragioni le nega la fiducia sempre più convintamene e sempre meno pacatamente.”

Scuola di ASINI [Petizione]

giugno 27, 2008

Inviate anche voi questo messaggio a redazione.web@governo.it

DESTINATARIO: fstampa@istruzione.it e urp@istruzione.it

OGGETTO: Troppi tagli…

TESTO: Vogliamo più soldi alla scuola pubblica!

I RAGAZZI SARANNO SEMPRE PIU’ IGNORANTI: tagli da tutte le parti alla scuola

giugno 24, 2008

Ormai è pressoché ufficiale: la manovra finanziaria allo studio del ministro Tremonti prevede per la scuola lacrime e sangue.
Il taglio di cattedre ci sarà anche se sarà meno consistente di quanto da noi preannunciato in un precedente articolo: si parla di 90-100 mila posti in meno che andranno ad aggiungersi alla riduzione di 47 mila posti prevista dalla legge finanziaria per il 2007.
Questo significa che le immissioni in ruolo sono sempre più a rischio e le 25mila assunzioni di cui si parlava ai tempi di Fioroni-Padoa Schioppa rischiano di diventare ora un obiettivo pressoché irraggiungibile.
Anche perché il rientro rispetto alle previsioni di risparmio della Finanziaria 2007 è ormai fuori discussione e non potrà in nessun modo essere raggiunto mediante ulteriori tagli ai fondi che il Ministero trasferisce alle scuole (è di queste ore la notizia che il recupero di 560milioni di euro effettuato dal Ministero del Tesoro in applicazione della “clausola di salvaguardia” potrebbe essere compensato con uno stanziamento straordinario di 150-200 milioni).
A questo punto il problema che si pone è uno solo: come sarà possibile tagliare altri 90-100mila posti nei prossimi tre anni ?
L’ipotesi più probabile è che si arrivi in tempi rapidi ad una radicale revisione degli ordinamenti della secondaria di secondo grado con l’obiettivo di ridurre drasticamente materie e ore di insegnamento.
L’altra possibilità è che si intervenga sulla riduzione delle ore di insegnamento da 60 a 50 minuti che è ormai prassi in molte scuole superiori: con un semplice decreto il ministro Gelmini potrebbe stabilire che la riduzione è lecita ma a condizione che i 10 minuti di riduzione vengano utilizzati comunque per il completamento delle cattedre.
Ci sarà forse qualche stretta anche sul tempo prolungato nelle scuole medie mediante una verifica accurata delle condizioni che rendono necessario e possibile l’ampliamento orario.
Nella scuola primaria sarà possibile recuperare qualche migliaia di posti sulle cattedre di lingua inglese (ma in realtà gran parte di questo “recupero” sta già dentro la Finanziaria del 2007).
Quello che è certo è che ridurre di 100mila posti gli organici della scuola non sarà un’operazione facile, persino una “coppia di ferro” come Brunetta-Tremonti potrebbe incontrare ostacoli.

Aiutaci, inviando la tua protesta al ministro competente

Invia la tua petizione