Anche nel turismo siamo il fanalino di coda dell’UE: 28^ posizione nel mondo

L’Italia si è posizionata 28° nella classifica mondiale del turismo 2008 stilata nell’ambito del World Economic Forum. Questo studio, “Global Travel & Tourism Competiveness Report 2008”, prende in esame diversi fattori in base ai quali giudica la capacità di un Paese di attrarre il turismo.

Gli aspetti esaminati sono diversi: il contesto normativo che regola il settore del turismo e dei trasporti (T&T), le infrastrutture e l’ambito economico riferiti a questo settore e le risorse umane, naturali e culturali di cui uno Stato dispone. A sua volta ognuna di queste macro-variabili viene dettagliatamente in divisa in più parti in modo da creare degli indicatori a cui è associato un punteggio. La somma finale indica il livello di qualità del settore turistico di un determinato Paese e, di conseguenza, la sua capacità di attrarre visitatori.

Tra gli indicatori citati, accanto a quelli più classici come l’efficienza dei trasporti, la diffusione ed il costo dei servizi e la presenza di opere naturali ed umane di valore, ve ne sono altri il cui legame con il settore turistico appare meno immediato, ma che comunque influenzano molto la scelta dei visitatori. Fra di essi spiccano la sicurezza, la sanità, la presenza di risorse umane qualificate, il sistema legale, tutti elementi che potrebbero essere utilizzati come parametro di giudizio non solo per il settore turistico, ma per la stessa qualità della vita di un Paese.

L’Italia è risultata 28°, superata da quasi tutti i più importanti Paesi dell’Unione europea, classificatisi nelle prime dieci posizioni. Il primato, per il secondo anno consecutivo è andato alla Svizzera, seguita da Austria, Germania, Australia, Spagna, Gran Bretagna, Stati Uniti, Svezia, Canada e Francia. Davanti al Bel Paese, appellativo che potrebbe suonare ironico, anche Portogallo ed Olanda, mentre le tre posizioni immediatamente antecedenti alla ventottesima sono occupate da Malta, Estonia e Belgio.

Ed è proprio Tallin che colpisce e fa riflettere. Nessuno intende mettere in dubbio la bellezza della capitale estone, effettivamente sempre più meta di pellegrinaggi specie da parte dei giovani alla ricerca di destinazioni a buon mercato, né il fascino dei suoi paesaggi, ma si tratta pur sempre di uno di quegli Stati dell’Europa dell’est, nella mente di molti associati ad un certo degrado.

L’Italia poi è sempre stata celebrata per le sue bellezze, la moltitudine di reperti archeologici, le innumerevoli rovine romane così come per le opere rinascimentali, ma la lista potrebbe continuare ancora a lungo. Il loro valore è effettivamente stato riconosciuto tanto che all’Italia è stato assegnato l’8° posto alla voce “risorse culturali”, anche se potrebbe far discutere il fatto che è alle spalle della Svezia e immediatamente prima della Svizzera, ma sono gli altri gli ambiti dove perde molto e che la hanno relegata, appunto, alle spalle dell’Estonia.

Primo Mastrantoni, segretario nazionale dell’Aduc (Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori), ha spiegato che “nonostante il 28° posto in valore assoluto possa non apparire così negativo, in realtà, se si tiene conto della realtà italiana, Paese che detiene la maggior concentrazione di beni culturali, che presenta un clima mediterraneo, mite ed ospitale, e dotata di paesaggi costieri collinari e montani da far invidia, si capisce come sia invece umiliante”.

Mastrantoni ha poi illustrato i motivi per cui, anche nella voce ‘beni culturali’ non siamo al primo posto come meriteremmo, affermando che “ciò è dovuto al fatto che i tesori ci sono, ma sono poco fruibili. Questo a causa sia delle carenze nel settore dei trasporti, sia della mancanza di servizi che affianchino le aree di interesse artistico, come invece accade in altri Paesi dove anche il più piccolo museo è dotato di servizi igienici, bookshop, ristorante e via dicendo.

La Svizzera è prima pur detenendo una percentuale di opere infinitesimali rispetto all’Italia, grazie alla sua capacità di valorizzarle”. Il segretario nazionale dell’Aduc ha concluso il suo intervento sostenendo che “questo giudizio, dal mero settore turistico potrebbe essere esteso all’intera qualità della vita italiana. Basti pensare a Napoli, centro artistico d’eccellenza inserito in un contesto paesaggistico mozzafiato, ma ahimè discreditato dal problema dei rifiuti.

Questa situazione danneggia il turismo così come la vita degli stessi Napoletani e ci vorranno decenni prima che le immagini di una città sommersa dai rifiuti si cancellino dalla mente delle persone”.

Per visualizzare la classifica clicca qui : http://www.weforum.org/pdf/CGR08/Rankings.pdf

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2 Comments on “Anche nel turismo siamo il fanalino di coda dell’UE: 28^ posizione nel mondo”

  1. Barto Says:

    Ma non ci posso credere, l’Italia che con la sua cultura e tutto il suo patrimonio storico potrebbe essere una tra le prime, siamo solo al 28^ posto, da vergognarsi…Io ne vado fiero di essere italiano, specialmente per la cultura che abbiamo…speriamo che negli anni (prima possibile) il ranking dell’Italia cresca per arrivare al primo posto

  2. paolonotizie Says:

    Quando un Paese è in crisi, tutto il sistema è in crisi…anche se non me l’aspettavo neanche io…


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